Riprendiamo il controllo.

Cercare il benessere passa per una sana alimentazione. Impariamo con cosa nutrirci ma è importante anche come nutrirci. Il mutlitasking, la scarsa attenzione a cosa stiamo facendo riguarda anche questo importante aspetto della nostra vita.

Siamo sempre più attenti all'alimentazione. Giustamente stiamo diventando consapevoli che nutrirsi è piacere ma anche un modo per prendersi cura di se stessi e degli altri.

Vorrei riflettere oggi non su cosa ma come mangiamo.




I nostri pasti a prescindere dagli ingredienti hanno spesso un elemento in comune: la disattenzione con cui li consumiamo. Mangiamo con il pilota automatico inserito. Indipendentemente da quello che abbiamo nel piatto, spesso non facciamo quasi caso a quello che portiamo alla bocca. La testa è altrove o addirittura stiamo facendo contemporaneamente altre cose. Nelle giornate lavorative, guardiamo il computer o lo smartphone, organizziamo mentalmente cosa faremo dopo, pensiamo al ritardo accumulato e che non dovremmo essere li a “perdere tempo a mangiare” mentre dovremmo correre all’appuntamento successivo. In famiglia (più spesso le mamme) mentre si porta il boccone dal piatto alla bocca, si ha un occhio ai fornelli, uno a come stanno a tavola i bambini, si annota mentalmente la lista della prossima spesa, si inizia a mettere i piatti in lavastoviglie, e si cerca anche di fare conversazione su quello che è successo a scuola. E poi, finiamo, senza neanche rendercene conto, gli avanzi dai piatti, per non sprecare nulla. Le conseguenze negative del sovraccarico da “multitasking” non risparmiano naturalmente neanche l’attività del nutrirsi. Ma un’ alimentazione “inconsapevole” è conseguenza anche di diversi stati d’animo la noia, l’ansia, la solitudine o l’insoddisfazione. L’assunzione di cibo non è quindi una risposta alla fame ma una consolazione o un passatempo. Infine possiamo essere influenzati da abitudini, consuetudini o idee sul cibo che ci guidano senza che ci appartengano completamente e che possono non essere adatte a noi, al nostro corpo o stile di vita. Lo stesso atteggiamento che adottiamo durante il pasto lo replichiamo quando facciamo la spesa: distratti, impulsivi, condizionati mettiamo nel carrello non ciò di cui abbiamo bisogno ma ciò che vogliamo o che ci capita a vista. Tutto questo ha un impatto notevole sulla nostra capacità di governare una alimentazione corretta e il controllo del peso.

Quando decidiamo di “metterci a dieta” ogni pasto è una prova a cui ci sottoponiamo. Ne usciamo vincenti o sconfitti. E se sentiamo di aver fallito nel nostro intento peggioriamo la situazione con giudizi negativi sul nostro modo di affrontare questo impegno, sul nostro aspetto e tutto questo provoca un circolo vizioso, facendoci di nuovo cercare consolazione nel cibo o addirittura nell’abbandonare completamente. Invertire o bloccare questa dinamica è più facile a dirsi che a farsi. Come tutti i progetti ambiziosi è dentro di noi che possiamo trovare la motivazione e la giusta leva per iniziare e continuare. Un piano d’azione concreto e realizzabile, coerente con la nostra forma attuale e con lo stile di vita, ci fornisce un sostegno molto importante. Il supporto del coaching facilita il percorso, tira fuori il meglio di noi. Ma intanto proviamo a identificare alcune linee guida per “essere presenti” e coscienti nel nostro rapporto con il cibo. 1 accettiamo la nostra forma fisica attuale per quella che è in questo momento. Vogliamoci bene anche se siamo in sovrappeso o se il corpo è cambiato perché per esempio reduci da una gravidanza o semplicemente non siamo più giovanissimi. Accettarsi non significa rassegnarsi, ma non esserne ossessionati o spaventati e quindi non innescare quell’atteggiamento negativo che più facilmente ci far ricadere nelle pessime abitudini. 2 liberiamoci degli automatismi e degli schemi di pensiero sul cibo a cui siamo abituati e che hanno un effetto negativo su di noi. 3 osserviamo e “annotiamo” anche e emozioni, sensazioni e pensieri che abbiamo riguardo al cibo. Quali impulsi e cosa li mette in moto? Desideriamo davvero ciò che vogliamo mangiare? Cosa otteniamo dopo averlo mangiato?Come ci sentiremo subito dopo? 4 occhio alla quantità: rinunciare completamente a qualcosa è più faticoso che limitarlo. Magari scopriamo che il limit è proprio quello che ci basta e non ne abbiamo bisogno di più. I piatti che cuciniamo o prepariamo di solito: possiamo ridurre alcuni ingredienti? Per esempio dimezziamo le dosi si zucchero nel preparare la torta, centelliniamo l’olio per l’insalata o per cuocere. 5 la spesa: quando il cibo è a casa, in dispensa o in frigorifero è già troppo tardi. Lo dovremo mangiare. Facciamo attenzione quando facciamo la spesa, con calma senza fretta (non a stomaco vuoto) e leggiamo le etichette e gli ingredienti. Più consapevolezza. E’ di questo che abbiamo bisogno.

6 cucinare: pensiamo a quello che stiamo facendo mentre cuciniamo, godiamo i momenti, stiamo concentrati sull’azione. Eliminiamo anche qui gli automatismi e se abbiamo altri pensieri, allontaniamoli, semplicemente lasciamoli andare. 7 assaporiamo il cibo con tutti i sensi, l’odore, i colori le forme. Da dove viene questo alimento, di quale tipologia è,…

In sintesiRiprendiamo il controllo e spegniamo il pilota automatico che si impossessa di noi nei vari momenti della giornata. Prima di mangiare qualcosa chiediamoci se lo vogliamo davvero e in quale quantità. Durante e dopo aver mangiato quale sensazioni sentiamo e se negative cerchiamo di capire cosa le ha provocate così da evitarlo la prossima volta. Attenzione al senso di sazietà, riconosciamolo e non ignoriamolo.

#cambiamento #ansia #multitasking #mindfulness

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