Si torna a scuola finalmente!

Emozioni, sensazioni, speranze e preoccupazioni. Mai come quest'anno il ritorno a scuola è fonte di emozioni contrastanti.

Una combinazione di paura, panico, esaurimento e sollievo (sollievo si e alzi la mano quel genitore che non sente la mancanza delle ore in cui i figli sono a scuola).

Ecco cosa provoca in noi l’idea del prossimo ritorno a scuola in autunno.


Tutte le notizie riguardo il Coronavirus sono andate evolvendo da marzo a questa parte, e sembra confermato che i bambini hanno meno probabilità di contrarre il virus.

Meno probabilità, ma nessuno è in grado di escluderlo, così come nessuno sembra poter offrire un punto di vista certo e solido su questa epidemia, che riguardi grandi o piccini.

Per quanto non vogliamo ammetterlo, questo tema rimane nel nostro pensiero e appesantisce la nostra serenità pensando al futuro ormai sempre più prossimo, di quando si tornerà in classe.

Cosa fare quindi con la scuola, e con tutte le altre attività che i nostri figli (speriamo) faranno?

Per questa e le tante altre decisioni che, come genitori dobbiamo prendere, quello che si può dire è togliamoci l’illusione di poter trovare la risposta giusta, quindi meglio cercare di trovare un modo per decidere concentrandosi sulla valutazione e mitigazione dei rischi e sulla valutazione dei benefici.

Mettendo in chiaro le scelte, i costi e i benefici, possiamo ragionare per prendere decisioni migliori. Ma davvero ancora più importante, è il fatto che possiamo fare la nostra strada verso una maggiore fiducia in queste decisioni articolando un buon processo.

Una volta delineato un piano che ti sembra ragionevole, ecco ti trovi ad affrontare l'assalto di sentimenti e emozioni, come la preoccupazione, i sensi di colpa, la paura e l'incertezza. Per questo, ecco alcune strategie che aiutano le persone ad accettare i loro pensieri e sentimenti difficili invece di lottare contro di loro, e a dare priorità all'azione che è in linea con i loro valori.

Accettare l'incertezza

È molto comune sentirsi in conflitto affrontando le decisioni che abbiamo di fronte e lo è ancora di più in un periodo come questo.

Può essere sano accettare questo conflitto, soprattutto in un momento in cui nessuno ci può dare certezze (per es. nessun medico può dirci come e quando saremo al sicuro).

È utile ricordare che nei momenti di caos, la continua ed ostinata ricerca della certezza può portare alla sofferenza. Avere la certezza che “tutto andrà bene” è impossibile. L'obiettivo è quello di fare un piano realistico che, se parliamo di scuola, manterrà “olisticamente” insegnanti, famiglie e bambini il più sicuri possibile.

Accettiamo il fatto che il tema della sicurezza e di cosa sia meglio fare per noi e la nostra famiglia, ci accompagnerà per molto tempo, anche ad emergenza finita.

Distinguere tra preoccupazioni produttive e improduttive

Per esempio, oggi trascorrere del tempo considerando come si svolgerà la logistica scolastica, come saranno le dinamiche di apprendimento. O rimuginare su come si potranno mettere in atto precauzioni a scuola è improduttivo perché non abbiamo alcun controllo su questo.

Così come in molti altri momenti di incertezza, si è tentati di credere che se ci preoccupiamo di qualcosa abbastanza a lungo e intensamente, si può influenzare il risultato. Ma è evidentemente un’illusione. Un'illusione che ci porta comunque a sprecare risorse ed energie preziose.

Smettere di combattere con i tuoi sentimenti

Molti vorrebbero eliminare quella fastidiosa sensazione che non stanno facendo la scelta giusta per i loro figli. Ma non si possono semplicemente “spegnere” le emozioni.

Essere genitore è essere preoccupati e vivere “scomodi”. Figuriamoci se siamo genitori che devono gestire gli effetti incerti di una pandemia.

Ma la buona notizia è: non è la preoccupazione in sé il problema, è quello che si fa con esso.

Quando sorgono queste preoccupazioni improduttive o sei sopraffatto dall’ansia, lasci che queste ti trascinino nel vortice della continua ricerca di informazioni, pareri opinione e rassicurazioni?

Per esempio, consulti e controlli compulsivamente notizie nei gruppi social di genitori e mamme? o sui siti di informazione, irritandoti poi di trovare le stesse notizie di ieri e della settimana scorsa?

Se ti accorgi di essere caduto in questa abitudine non sempre sana, cerca di allontanartene magari impegnandoti in altre occupazioni e crea una distanza psicologica con queste modalità.

Una strategia per la distanza si chiama “defusione” (ovvero il contrario di "fusione") con il nostro pensiero. L'obiettivo è quello di evitare di essere "preso" da un prticolare pensiero o emozione e invece provare a vedere sé stessi come un osservatore della vostra mente. Quando la tua mente inizia a muoversi nel pendio scivoloso delle preoccupazioni improduttive, prova a nominarle: "Ecco che penso di nuovo a…".

Questo evidenzia la differenza tra "avere un pensiero" e "essere preso" da un pensiero.

Quando le preoccupazioni improduttive colpiscono, meglio non buttarsi nella ricerca affannosa di argomenti che possano confutarli per rassicurarci, Si può semplicemente lasciar stare, lasciarlo li.

Non sono le emozioni fastidiose o pensieri cupi che sono il problema. È quello che facciamo con loro che causa maggiore sofferenza.


Coltivare la compassione


Invece di passare il tempo inseguendo la “certezza” e ripensare alle tue decisioni, lavora sull'essere compassionevole e a nutrire un senso di benevolenza verso te stessa che stai affrontando una decisione difficile. Monitorare la tua auto-discussione è una componente chiave dell'autocompassione.

Stai chiedendo a te stesso qualcosa di impossibile, come cercare di prevedere il futuro? Stai incolpando te stesso per una situazione che è completamente fuori dal tuo controllo?

Lascia andare l'auto-giudizio e prova a sviluppare un po' di auto-discussione positiva, come: "Sto facendo la scelta migliore per la mia famiglia con le informazioni che ho" o "questa decisione funziona per noi e il nostro livello di tolleranza al rischio".

Praticare il pensiero flessibile


Non abbiamo ancora notizie certe su ciò che succederà nelle scuole pe


r l'autunno, anche se mancano pochi giorni alla prima campanella. Le notizie che abbiamo lasciano sempre un’apertura soggetta a livelli di virus rilevati e di come si muoveranno nelle prossime settimane e a come le misure di distacco sociale possono essere realisticamente attuate.

La flessibilità psicologica si riferisce alla capacità di riconoscere e rispondere alle diverse esigenze in tempo reale. Uno studio condotto durante la pandemia ha scoperto che le persone con una bassa capacità di flessibilità sono a più alto rischio di problemi di salute mentale

La flessibilità psicologica è un'abilità che vale la pena affinare per tutti ma per i genitori in particolare, dicono gli esperti. Un modo per coltivare la flessibilità è riflettere su altre situazioni della tua vita in cui ti sei trovato di fronte all'incertezza e al cambiamento inaspettato. Cosa ti ha aiutato a superare quei tempi? Che cosa hai imparato su di te?

Concentrati sui tuoi valori

Invece di pensare ai modi in cui il prossimo anno scolastico potrebbe non essere all'altezza, o ciò che la tua famiglia ha perso, prova a connetterti con i tuoi valori. Cosa potresti fare in alternativa al preoccuparti per il tempo perso o quello che forse perderanno i bambini a scuola? Tra cinque anni, come ti piacerebbe che la tua famiglia si ricordasse di te durante questo periodo di "crisi"? Come vuoi che i tuoi figli ricordino questo periodo? Metti la tua energia in ciò che funziona e ciò che è significativo per te.

Pianificare azioni positive per il prossimo futuro, in un modo che siano allineate con i tuoi valori, aiuta a distogliere la mente dalla mancanza di controllo e certezza.

Quando si tratta di genitorialità, ogni rischio è vissuto come troppo grande. La pandemia globale ha solo intensificato ciò che i genitori di tut


to il mondo e di tutte le epoche, hanno conosciuto: l'essere genitori è un esercizio di resa.


Sviluppare queste abilità di coping non solo ti aiuterà a sostenere te stesso durante questi tempi incerti, ma anche in futuro.

Ci siamo trovati come persone e genitori a vivere un periodo di incertezza senza avere la possibilità di prendere il controllo su quanto accade intorno a noi. Anche chi di solito pianifica (deve pianificare) nel dettaglio il tempo proprio e della famiglia, bambini compresi. Un cambiamento di prospettiva ci è richiesto e con esso la possibilità di imparare qualcosa di nuovo di noi. Possiamo affrontarlo da soli o possiamo farci affiancare e scoprire competenze e capacità che abbiamo dentro di noi e che sempre di più diventano indispensabili per vivere con maggiore serenità ed avere una migliore qualità della vita.

FMY coaching  e Foodmily sono marchi di  essepi consulenza sas di Paola Serri & c - via Panfilo Castaldi,8 20124 Milano mob. +393313735743