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Metodo

Il coaching promuove la crescita della persona: fa emergere risorse e trovare nuove risposte. 

Su questo principio si fonda ogni percorso.

Attorno a questo principio ho costruito un modo di lavorare che nasce da due mondi: la pratica del coaching professionale e l'esperienza diretta della vita d'azienda.

UN PUNTO DI VISTA ESPERTO

Un background costruito con la gestione di funzioni, la crescita di team e la presa di decisioni in azienda. Il coaching è cresciuto su queste fondamenta.

Un manager o un'organizzazione porta la propria sfida in un terreno — le dinamiche competitive, le pressioni sui numeri, le tensioni tra ruoli  — comune.

Il cliente trova il proprio spazio di lavoro potendo continuare a parlare la propria lingua sicuro di essere compreso.

COME LAVORIAMO

Ogni percorso parte dall'ascolto e da obiettivi concreti, definiti insieme. Il mio lavoro segue le competenze chiave definite da ICF — International Coaching Federation, l'organismo che stabilisce gli standard mondiali della professione: presenza, ascolto attivo, domande che generano consapevolezza, e una partnership in cui la responsabilità delle scelte resta sempre al cliente.

La ricerca scientifica* conferma quello che osservo ogni giorno nei percorsi. Le meta-analisi condotte sull'efficacia del coaching nei contesti organizzativi mostrano effetti positivi significativi su performance, competenze, benessere e autoregolazione verso gli obiettivi — la capacità, cioè, di guidare se stessi nel cambiamento anche dopo la fine del percorso. Il dato vale sia per i percorsi in presenza sia per quelli a distanza, con efficacia equivalente.

Al lavoro sugli obiettivi affianco le neuroscienze applicate al cambiamento. Cambiare un comportamento richiede di capire come funziona la mente che lo produce: perché certi automatismi si ripetono, cosa serve perché una nuova abitudine si consolidi davvero. Fissare un obiettivo apre la strada; capire il meccanismo la rende percorribile.

*Fonti: Theeboom, Beersma, van Vianen (2014), "Does coaching work? A meta-analysis on the effects of coaching on individual level outcomes in an organizational context", The Journal of Positive Psychology; Jones, Woods, Guillaume (2016), "The effectiveness of workplace coaching: A meta-analysis of learning and performance outcomes from coaching", Journal of Occupational and Organizational Psychology.

Strumenti e Modelli

Agli approcci consolidati del coaching affianco strumenti che ho sviluppato per rendere il lavoro più concreto e riconoscibile.

Invisible Habits at Work™
Le abitudini invisibili™ 

Molti dei comportamenti che frenano le persone al lavoro restano invisibili a chi li mette in atto: abitudini automatiche che influenzano il modo in cui impariamo, collaboriamo e guidiamo gli altri. Restano nell'ombra proprio perché sembrano naturali — "ho sempre fatto così" — e per questo raramente vengono messe in discussione.

Invisible Habits at Work rende visibile tutto questo. Il metodo combina assessment, formazione e coaching per portare alla luce le abitudini automatiche limitanti, capirne l'impatto e trasformarle in scelte consapevoli.

Il lavoro è organizzato intorno a tre aree:

Image by Tim Mossholder

Apprendimento

le abitudini che frenano la crescita:

  • il pilota automatico,

  • la paura di sbagliare,

  • la difficoltà a chiedere feedback.

Image by Shane Rounce

Collaborazione

modalità che ostacolano il lavoro con gli altri:

  • fare tutto da soli,

  • non esplicitare aspettative e bisogni.

Image by Markus Spiske

Leadership

quelle che limitano chi guida:

  • controllare ogni dettaglio,

  • rimandare le decisioni,

  • confondere il proprio valore con il proprio ruolo.

Per ciascuna abitudine il metodo mette a fuoco quattro momenti: il comportamento visibile, l'automatismo invisibile che lo genera, l'impatto sul lavoro e la nuova scelta consapevole che apre un'alternativa.

Rendere visibile l'invisibile permette di trasformare comportamenti ricorrenti in decisioni, migliorando collaborazione, efficacia e qualità della leadership — nelle persone e nei team.

Invisible Habits at Work funziona in percorsi individuali e in lavori di team, come workshop a sé o dentro un percorso più ampio.

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